Il tango, una sintonia senza errori

CitazioneIl timore di sbagliare è una presenza costante nella nostra vita: lo percepiamo nelle decisioni importanti, ma anche nelle piccole scelte di tutti i giorni. Ne subiamo l’influenza, tanto da non sentirci mai veramente liberi. Esistono però alcune eccezioni, e vorrei dare il mio contributo parlando proprio di una di esse: il tango argentino. La mia passione, nonché il mio lavoro.

Il tango è una disciplina basata sulla connessione e l’improvvisazione di due persone, due ballerini, che per qualche minuto si uniscono per danzare sulle malinconiche note argentine.
Il tango è pura ispirazione: non ha schemi, sequenze di passi prestabiliti o coreografie da ricordare… Ballare il tango vuol dire “creare” passo dopo passo, insieme all’altra persona, percependo il corpo del partner, ascoltando la musica e gestendo lo spazio. Niente è giusto, niente è sbagliato. Tutto è “vero” perché accade lì, in quel momento e va come va: nessun ballo potrà mai essere uguale a un altro, nessun uomo potrà ballare allo stesso modo con diverse donne, e viceversa.

Diceva il mio primo maestro di tango: “Non abbiate fretta di giudicarvi! Non esiste l’errore. State nella difficoltà che incontrate, cercando di capire che non è il passo ciò che conta”. Parole sante. Fermarsi al passo vuol dire inchiodarsi e perdere di vista la cosa più importante per ballare questa danza: l’ascolto, la connessione e dunque il lasciar fluire.
Solo dimenticandoci della possibilità dell’errore riusciamo a creare! Basta ascoltare, e lasciarsi andare. E come per magia… tutto andrà bene, il ballo sarà leggero, godibile e si avrà voglia di ballare ancora e ancora.Citazione

Laura A., ballerina e insegnante di tango argentino

3 risposte a “Il tango, una sintonia senza errori”

  1. “Niente è giusto, niente è sbagliato. Tutto è “vero” perché accade lì, in quel momento e va come va”.

    Credo sia una concezione molto corretta, riprende un pensiero che da subito ho imparato nel mio percorso di studi: le norme giuridiche mutano in base ai principi morali della società che le accoglie. L’etica, il senso di giustizia ed equità cambiano a seconda delle epoche, e con essi gli ordinamenti atti a regolarli.
    Come sempre, tutto è relativo.

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