Su la maschera!

All’inizio sono stato scettico circa l’obbligo delle mascherine, in particolar modo riguardo al loro impiego all’aperto: comportamenti responsabili e distanziamento sociale, uniti all’igiene delle mani e delle superfici, mi parevano precauzioni sufficienti ad arginare la diffusione del covid.

Quando però i primi decreti hanno introDotto l’obbligo, mi sono allineato diligentemente alle indicazioni, diventando una sorta di estremista mandaloriano: la maschera sempre indossata correttamente, il tessuto non si tocca mai, se non previa igienizzazione delle mani. È facile. No?

No. Il lavoro a contatto con il pubblico è uno stillicidio che mina ogni convinzione sull’esistenza del buonsenso civico. Sono una persona fantasiosa, ma riesco sempre a sorprendermi: mascherine indossate come il paramento di Captain America, ovunque nasi dimenticati all’aPerto.
Microscampoli di tessuto su enormi faccioni, alla stregua dei bikini di casa Kardashian: va bene il senso del risparmio, ma bastano pochi rudimenti di geometria per capire che un francobollo di stoffa non ce la fa.

Frequentissimo è il caso delle persone che si avvicinano e poi si abbassano la mascherina per parlare, forse per meglio apprezzarne il labiale.

Ho visto togliersi i guanti in lattice per umettarsi le dita con la lingua rasposa e sfogliare meglio il giornale, o sputare sul tablet e poi detergere lo schermo con il taglio della mano per vederCi più chiaro. #noncenecoviddi

C’è chi si ingegna con pezzetti di carta per impugnare la biro senza toccarla, con la stessa cura con cui le donne foderano l’asse del water in Autogrill, e poi ripone serenamente i contanti. E c’è l’italiano attento all’ambiente che indossa la stessa mascherina chirurgica dal 13 marzo. Lei non ce la fa più. Ingiallita e sbrindellata, con gli elastici graffettati: punti metallici che insidiano le carni. Moderni cilici per ricordarci che la vita è sofferenza e che polvere ritorneremo.

Ho imparato che se indossi gli occhiali da sole con la mascherina, puoi muovere tre passi prima di pioMbare nella nebbia di Silent Hill. E che se decidi di mangiare una caramella balsamica, piangerai come Enzo Paolo Turchi con le emorroidi mentre affetta le cipolle alla stazione. Davvero ragà, non ci provate.

Foto credits: Marvel, Kourtney Kardashian
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