Ninja grill

Spiego l’ego è la “stazione del cigno” posta a protezione del mio nucleo creativo. Se per evitare sovraccarichi letali i protagonisti di Lost digitavano una sequenza di numeri, io mi metto al lavoro su qualcosa di nuovo e stimolante.

La routine frenetica non mi concede il tempo per sfogare la creatività fine a se stessa. Arrivano momenti in cui, dopo aver a lungo soffocato, rinviato o aBortito nuove idee, assecondarne qualcuna diventa una necessità.

Quest’anno le vacanze le trascorro nel relax di una terrazza affacciata sull’Appennino. C’è un vecchio dondolo, che per 10 giorni diventa la mia stele per la contemplaZione ascetica. Mi piace perché qui posso chiudere gli occhi e vedere nuovi progetti prendere forma, nel sottofondo di un incessante frinire di cicale. Per il campionamento sonoro delle esterne a NeoTokyo3 in Evangelion vennero di certo nel reatino.

Con i bambini relativamente liberi di esplorare i dintorni, le uniche distrazioni al processo creativo vengono da zanZare e tafanazzi. I loro attacchi non sono frequenti, ma riescono a turbare la mia pace interiore.

Per questo la mia posizione di meditazione si ispira a Goemon, capace e fidato ninja al fianco di Lupin. La racchetta elettrica saldamente impugnata, con il pollice pronto a far scorrere l’interruttore di accensione. Una volta percepito il ronZio all’interno del mio spazio vitale, con riflesso jedi roteo il racchettone a mo’ di nunchaku, grigliando i ditteri colpevoli di aver infranto la sacralità del momento. Esaurito il numero, che un lontano osservatore potrebbe scambiare per un allenamento da majorette condotto nello scoppiettio di un filare di miniciccioli, ripongo l’arma in un fodero immaginario al mio fianco sinistro, e riprendo da dove mi ero interrotto.

Circondato da un vago odore di strinù.

Divagare nella giusta direzione

L’auto tamarra esige un impianto stereo all’altezza e il mio, nonoStante la maggiore età, garantisce prestazioni di livello. Con un’adeguata regolazione dei bassi si rivela ottimo anche per sciogliere il catarro nei bronchi, liberando le vie respiratorie sfinite dai malanni di stagione. Essendo una persona raffinata, tendo a non abusare di questa funzione avanzata.

La reCente rottura del lettore CD ha concesso una tregua temporanea ad Annalisa, Rihanna e Ruggeri, che ho riposto nel cruscotto stremati ed afoni dopo una staffetta durata mesi. Allaccio la cintura e accendo l’autoradio: parte lo zapping compulsivo. L’indice si mUove come l’ago di un sismografo impazzito, percorrendo approssimativamente la distanza tra la Terra e la Luna nei 25 minuti necessari per raggiungere l’ufficio.

Alla radio chiedo compagnia divertente e momenti di leggerezza, perciò glisso i radiogiornali, dribblo i rosari e schivo i messaggi pubblicitari, soffermandomi solo sulle frequenze che traSmettono canzoni. Adocchiata la stazione, applico altri filtri, come in una partita a Indovina Chi: il sound è accattivante? No. Skip, skip, skip… il tormentone mi ha già saturato? Si. Skip, skip, skip… E così via. La ripetitività dei palinsesti fa il resto, e così in questo periodo incAppo spesso in due pezzi: All Night e Strade Sbagliate.

Il pezzo di Parov Stelar è una forza: un solo passaggio garantisce un paio d’ore di enerGia e buonumore. La canzone fracassa impazza sui social e negli spot in TV, e questo la renderà presto insopportabile, ma per ora la adoro. Appena la intercetto apro il vano portaoggetti lanciando cenni di intesa a Ruggeri: Senti? L’ostinato del pianofoRte è identico a quello di Contessa! E attacco: “Non puoi più pretendere di avé…”. Enrico però non appare turbato, così mi lascio coinvolgere dall’electro swing e prima di rendermene conto mi scateno in movimenti sincopati e shuffling da seduto.

La canzone finIsce un attimo prima della lussazione della spalla e il DJ introduce il nuovo pezzo di Grido e Chiara. Chi? Ascolto le voci e riconosco il fratello di J-Ax e la ragazza con il cordino sulla fronte. Le prime strofe me le perdo tra i sensi di colpa: passi ricondurre la Grispo alla treccina di cuoio, una scelta precisa per emergere dall’ultima sfornata di talent. È giovane, si farà. Ma il primo ha alle spalle una carriera dell’età stimata della seconda! I tempi sono maturi affinché le mie sinapsi lo liberino dall’ingombrante immagine del fratello.

Solo con il secondo ritornello afferro la filosofia Ehuè: scelte sbagliate – cuori infranti – notti in bianco – sono dove volevo. Bello! Con le cartilagini ancora doloranti, mi sbilancio nella mia interpretazione del testo: abbiamo tutti un percorso tracciato, con una meta e un certo numero di traguarDi intermedi, dal quale finiamo inevitabilmente per divagare. Usciamo dal seminato, compiamo degli errori. Ma se da questi sappiamo trarre esperienza, allora stiamo crescendo, e per quanto ci siamo allontanati dalla strada maestra, stiamo avanzando nella giusta direziOne. Sono dove volevo. Ah, no. È il parcheggio dell’ufficio.