La Casa de Papel

La Casa di carta è tornata: un nuovo capitolo della saga è svelato agli appassionati di mezzo mondo. Se la sospensione di diversi mesi per il lancio della nuova stagione è di per sé straziante, la quarantena forzata ha reso l’attesa ancor più febbrile.

Ritroviamo la banda dei Dalì asserragliata tra le solide mura del Banco di Spagna. Molte critiche puntano il dito contro l’asSenza di idee e i buchi nella trama, ma i fan perdonano le baggian imprecisioni nell’impianto narrativo. Sebbene le prime due stagioni alla zecca di stato siano state oggettivamente superiori, l’empatia e l’affezione maturate per i rapinatori mantengono incollati allo schermo. Che ne sarà dei nostri beniamini?

Tra i personaggi femminili prediligo Nairobi, donna coraggiosa e determinata. Ma il mio favorito è il Professore. Le sue eccEzionali doti strategiche sono annebbiate dai sentimenti, ma non dubito che riuscirà a ritrovare la lucidità per condurre alla salvezza almeno un gruppo di compagni.

Quello che mi affascina dello stratega è il tratto psicologico che ci accomuna: razionalità, calcolo delle probabilità, analisi delle conseguenze. Grandi pRotagonisti di fumetti o pellicole che ho amato per le loro capacità premonitorie sono Senza Nome (Hero), Constantine e Shikamaru Nara. Ne ricordi altri?

Per realizzare questo Lego omaggio dedicato alla Casa de Papel e ai suoi protagonisti, ho costruito una copia della sede del Banco de España, così come rappresentata nel plastico di Palermo. La facciata lineare e l’aspetto squadrato hanno reso l’impeGno accessibile, nonostante qualche licenza autoconcessa per ridurre piani e finestre del palazzo.

Realizzare l’iconica maschera di Dalì è stato un passaggio di gran lunga più sfidante: il virtuoso surrealista non poteva certo sfoggiare baffi dall’aspetto comune! Ho costruito per primi naso e mustacchi, modellando poi le dimensIoni del volto a partire dal centro.
Disponendo di un solo piatto convesso bianco, ho montato uno degli occhi con un disco arancione trasparente delle stesse dimensioni, colorandolo poi in postproduzione. Nel mio profilo TikTok è disponibile un breve video in cui si vede la maschera originale.
Volevo che le sopracciglia arcuate fossero più sottili nella parte esterna, così ho impiegato due piedi di porco. Solo in un secondo momento ho sOrriso della curiosa combinazione: attrezzi da scasso sul volto della maschera del rapinatore!

Michael Jackson, the Smooth Criminal

Non sono molti gli avvenimenti così segnanti da imprimere un’istantanea geolocalizzata nella nostra memoria.

Nel ’97 a Como seppi dello schianto di Lady Diana: ero un ragazzino, ma l’ammirazione che mia madre nutriva per quella donna mi colpì. Anni dopo, nel più famigerato 11 settembre, muovevo i primi passi tra i banchi dell’università, per dei corsi propedeutici. 10 anni fa mi trovavo invece a La Spezia, quando mi raggiunse la notizia della morte di Michael Jackson.

Il decennale della sua morte non sarà celeBrato, né la nostalgia troverà spazio, dopo la diffusione del documentario “Leaving Neverland”. È difficile farsi un’idea: innocentisti e colpevolisti smontano le rispettive tesi con disarmante accuratezza. Se le vicende legali si conclusero con l’assoluzione, rimangono le ombre gettate dagli accordi extragiudiziari e le testimonianze poi ritrattate.

Genio del pop e ballerino formidabile, Michael Jackson ha segnato un’impronta indelebile nella storia della musica e dell’intrAttenimento. Nell’epoca del movimento #metoo, il dubbio che abbia lasciato impronte indelebili di altra natura nella psicologia e nella vita di tante persone, è lo spunto per l’avvio di una generale revisione mediatica sulla sua eredità artistica e umana.

Questo blog è un laboratorio per il mio ego, concepito per potermi esprimere senza vincoli, ma la delicatezza di certi temi impone comunque sensibilità e attenzione. Pancia o politically correct? Sono paDre di più figli e questo mi ha reso un abile mediatore. Opto per la scelta paracula: omaggio Michael Jackson, scolpendolo nei panni dello Smooth Criminal.

Marta Pavia, Instagram-prof

Di recente ho conosciuto Marta Pavia, brillante consulente social e content creator. Mi ha colpito di lei la “seraficità”, parola che sembra coniata appoSitamente per descriverla: calma, imperturbabile, serena, dolce.

Molto spesso chi lavora con i social media è ansiogeno, stressato, preoccupato, nervoso… e finisce con il trasmettere un’idea negativa e distopica di questo “mondo”. Nel suo workshop Marta ne ha racconTato una versione più romantica e positiva, dimostrando che ci si può (e ci si dovrebbe) anche divertire.

Alla passione per Instagram, dove un’affiatata community si è raccolta intorno al suo profilo Zuccaviolina, affianca quella per il pianOforte. Seguire e correggere piccoli allievi alla tastiera ha sviluppato in lei il superpotere dell’armonizzazione. Come un diapason riccioluto, Marta ha saputo allineaRe ed equilibrare la visione di 15 corsisti, provenienti da esperienze e contesti molto diversi.

Anch’io amo la musica e ho distillato le riflessioni del rItorno in un’altra metafora sul tema. Aggredire gli impegni con proattività e metodo è sempre una strategia premiante, ma se si perde di vista il proprio equilibrio sacrificando serenità e benEssere per strafare, se ne pagherà il prezzo. In relazione alla presenza on-line, intendo impostare il metronomo su un tempo confacente ai miei ritmi, senza ansie da pubblicazione né frenesia da protagonismo. Vivere un hashtag alla volta, ma sempre #feliceadesso.

Ettore Verdi, creativo razionale

I Lego omaggi che ho realizzato fin qui sono stati dedicati a persone o progetti che mi hanno divErtito o che ho trovato di ispirazione. Ho iniziato nel giugno 2017 colpito dall’idea di un blog di viaggio diverso dagli altri. Pochi mattoncini, un po’ di confusione e foto sfocate per la prima costruzione: a rivederla ora mette tenerezza.

Nel tempo ho affinato la tecnica cercando di focalizzare meglio un’idea di parTenza, ma sempre creando liberamente e lasciando fluire l’immaginazione un Lego alla volta, senza troppa progeTtazione.

Questa volta ho messo l’ego al centro e mi sono concesso un momento di introspezione. Al termine ho mOsso un passo indietro e… Wow! Ne è uscita una sorta di TAC cerebrale, l’opera che mi racconta più di tutte, descRivendo quello che in ogni momento avviene nella mia testa. Lego che spiegano l’ego rappresentando l’equilibrio tra la mia componente razionale e quella creativa. Fenomenali poteri immaginifici controllati da un severo pragmatismo da ingegnere. Sono io.

Oggi sappiamo che l’idea del cervello diviso in emisferi, ciascuno dedicato ad una funzione specifica, è troppo semplificata. Entrambe le componenti cerebrali intervengono nelle decisioni logiche e nei processi creativi: anime gemelle che ritrovano l’unità plasmando la nostra identità personale. Come in un procEsso alchemico in cui il dosaggio dell’una o dell’altra essenza porti a soluzioni differenti, così l’”anima” prevalente determina il modo in cui ognuno di noi affronta la vita. Abbiamo degli Sheldon Cooper, delle Amélie Poulain e – al centro – ogni possibile sfumatura. E tu, dove ti collocheresti su questa scala ideale?

Fabio Rovazzi, Faccio quello che voglio

Quando si hanno figli picColi è normale vedere e rivedere (e rivedere…) gli stessi video. La hit “Faccio quello che voglio“, di Fabio Rovazzi li ha particolarmente conquistati. Più che un videoclip è un vero e proprio corto, che ha confermato l’estro e il tAlento dello youtuber milanese.

Nel tempo ne ho apprezzato l’originalità, la qualità dei montaggi e il sense of humour. Mentre i bambini mi chiedeVano di alzare il volume per apprezzare l’acuto di Albano*, un’idea cominciava a balenarmi in testa. Era settembre quando sulla vecchia agenda delle idee e dei buoni propositi iniziai a tratteggiare le basi di questo omaggio.

Intendevo rEalizzare un video, ma le mie competenze non erano sufficenti per poter gestire il lavoro negli scampoli di tempo libero. In corso d’opera lo storyboard iniziale è evoluto in una storia a fumetti. Undici set realizzati, migliAia di mattoncini impiegati, centinaia di fotografie e un paziente lavoro di montaggio. Le note di preproduzione sull’agenda lo avevano previsto: “Sarà il Lego omaggio più ambizioso di sempre”.

Gioia Gottini, coltivatrice di successi

I business coach si somigliano tutti: un po’ sfrontati, un po’ presuntuosi, vestono i panni del guru per dispensare consigli già visti in molte salse. Gioia Gottini è molto lontana da questo stereotipo: empatica, leggera e divertente, contagiosa. I suoi contenuti, in qualsiasi forma, ravvivano la passione per la propria attività.

Dedico la mia nuova Lego MOC a questa brillante coltivatrice di successi, specializzata in personal branding e business al femminile. Ebook, articoli e newsletter di Gioia sono perle da collezionare: sempre utili e mirate, ricche di consigli da mettere subito in pratica per il tuo marketing & planning.

Non mi perdo una newsletter, e consiglio sistematicamente l’iscrizione ai suoi canali ad ogni persona che accenna a progetti di business. Uomini e donne, perché Gioia si rivolge ad un target femminile, ma le sue chicche hanno valenza unisex!

And #Lego_omaggio goes to… Viaggintempo!

Nel giugno 2017, per gioco, inauguro una mini rubrica nell’account Facebook di Spiegolego. L’idea è reaLizzare delle MOC (creazioni originali, o My Own Creation) con i mattoncini Lego, per rendere omaggio alle pErsone o ai progetti che mi hanno ispirato.

Con l’hashtag #Lego_omaggio dedico il primo pensiero a Viaggintempo, una bella raccolta di consiGli di viaggio a cura di Paola Giammaria, che cattura già dall’incipit:

“Quando ero bambina il mio libro preferito era l’Atlante geoGrafico.
Il mio passatempo favorito era mettere delle bandierine sui luoghi che desideravo visitare. Quando sOno cresciuta, ho iniziato a ricercare le mie bandierine nel Mondo.”

Io invece da piccolo andavo forte con i Lego. Più paziente di un uomo che porti a spasso la sua tartaruga – o dell’automobilista che tallona il milanese col cappello – ho atteso per anni, soffrenDo all’idea dei blocchetti stipati al buio della soffitta.

L’alibi perfetto per rispolverare i mattoncini e arricchire la vecchia collezione è infine arrivato con la paTernità. Figliare nasconde vantaggi inaspettati!